martedì 10 luglio 2007

Catacombs - Il mondo dei morti

Le catacombe di Parigi sono senz'altro il luogo adatto per un rave scatenato e bizzarro. Violare quel luogo di morte dà alla festa un sapore ancora più proibito. Peccato che il divertimento duri poco: la retata della polizia causa una fuga in massa. Una giovane turista americana fugge dal parapiglia ma si perde nel labirinto di cunicoli e gallerie. La ragazza si ritrova a vagare nel buio, tra tombe scoperchiate, cripte sotterranee e pareti ricoperte di ossa e scheletri. Ma c'è qualcun altro con lei. È vivo. E molto pericoloso.
Questa l’ultima fatica (??!!) di Tomm Coker e David Elliot. Un horror che horror non è, un film d’azione, una commediola claustrofobica tipica del cinema italiano di mezza estate.
Difficile capire l’obiettivo del regista che naviga continuamente tra generi diversi di film, creando un ibrido senza pretese.
Interessante la fotografia in alcuni momenti che ripercorre le orme dei primi cineasti russi del 1920, riportando ovviamente l’oggetto su una tecnologia migliore.
Consigliato solo agli amanti del genere.

Escrivà e L'Opus Dei. Storia di una setta cristiana.

La prelatura della Santa Croce e Opus Dei (letteralmente, "Opera di Dio") fu fondata nel 1928 da Josemaría Escrivá (1902-1975), sacerdote spagnolo canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel 2002. A seguito del Concilio Vaticano II l'istituto della prelatura personale entrò nell'ordinamento canonico e tale status è stato acquisito dall'Opus Dei nel 1982. Oggi l'Opus Dei è l'unica prelatura personale della Chiesa cattolica.
Secondo le parole del suo fondatore, la sua principale finalità è diffondere ovunque una "viva consapevolezza della chiamata universale alla santità e all'apostolato nella vita quotidiana, in particolar modo nell'esercizio del lavoro professionale e su una pratica di vita ispirata da un costante spirito di mortificazione".
Oggi l'Opus Dei conta 85.000 fedeli, uomini e donne, guidati da un prelato eletto da un Congresso generale elettivo e successivamente confermato dal Papa (dal 1994 è monsignore Javier Echevarría, succeduto a mons. Álvaro del Portillo, morto in quell'anno, e primo successore del fondatore).
Secondo il Codice di Diritto Canonico del 1983, le Prelature personali sono composte da presbiteri, diaconi e da laici.
Le finalità dell'Opus Dei sono orientate verso una crescita umana dei suoi adepti, professionale, spirituale e dottrinale.
I membri dell'Opera, i numerari, praticano periodicamente la mortificazione corporale: vengono utilizzate cinghie di metallo con punte acuminate sulla coscia per due ore al giorno (il cilicio) ed una frusta chiamata "disciplina" da utilizzarsi il sabato sul sedere o sulla schiena.. Solo alle numerarie donne è chiesto di dormire su una tavola di legno con sopra una coperta di lana piegata in due.
Un contratto verbale stipulato tra l'Opus Dei ed il fedele che intende aderirvi stabilisce i reciproci impegni in relazione agli ambiti formativi propri della Prelatura. Al contratto verbale può anche seguirne uno scritto relativo ai lasciti testamentari. Tale aspetto è stato sovente messo criticamente in relazione con una certa predilezione dell'Opus per il reclutamento di persone nelle classi benestanti.
Ma cos'è realmente l'Opus Dei? E soprattutto perché si tende a tenere in tutta segretezza questa branca della Chiesa cristiana?
Vista dal di fuori l'Opera non è niente di meno che una setta. Le sue spregiudicate, insistenti e mirate tecniche di proselitimo vengono impiegate in ambiti della vita dei più giovani da parte di tutor, insegnanti.
E' una delle forme più fanatiche della visione cattolica conservatrice, ostile ad ogni forma di novità e cambiamento. Nessun numerario può avere contatti reali col mondo esterno. A pochissimi è consentito di leggere qualunque tipo di giornale che non sia quello autoprodotto dall'Opera stessa (che si occupa di soli fatti riguardanti l'Opera), i contatti con la famiglia di origine sono ridottissimi (tanto che spesso non si hanno notizie dei propri genitori per anni), e molti numerari e numerarie vengono cacciati dall'Opus Dei in seguito alle difusissime malattie mentali che colpiscono gli iscritti a questo istituto.
L'unica famiglia è l'Opera (che come tale non si comporta, ma tende piuttosto alla distruzione individuale e psicologica dell'individuo), e la missione della vita è Dio (e anche questo non è vero. Di fatto l'Opera tende a venerare il Padre, ovvero Escrivà, anteponendolo di fatto, troppo spesso, a Dio. Escrivà è l'uomo illuminato da Dio, una sorta di nuovo Messia. Fintanto che era in vita "Il Padre" non poteva essere contraddetto in alcun modo, era una persona incline alla violenza linguistica e all'irrascibilità verso i suoi adepti poco rispettosi e poco inclini allo spirito di Unità che doveva caratterizzare tutta l'Opus Dei a livello mondiale).
Nel 1997 il Parlamento belga ha sollecitato un rapporto sulle sette: l'Opus Dei è rientrata nell'elenco dei gruppi che la Commissione parlamentare d'inchiesta ritiene pericolosi per l'azione di reclutamento effettuata nei confronti degli adolescenti e per gli episodi di manipolazione psicologica segnalati da molte famiglie belghe.
Chiunque entra a far parte dell'Opera, deve sottostare a regole rigidissime, tra le quali il voto di completa povertà. Tutto ciò che è in possesso del numerario o della numeraria passa all'Opus Dei. Nessun iscritto riceverà mai nulla, né potrà mai disporre di una somma, seppur minima di denaro.
E' noto che l'Opus Dei intrattenga relazioni economiche di ampio raggio, essendo detentrice di un vastissimo patrimonio immobiliare e finanziario. Tale patrimonio proviene essenzialmente dalle donazioni, dai lasciti testamentari (numerosissimi tra gli adepti, quasi sempre di classi molto agiate), dal reddito dei numerari e degli aggregati. Inoltre, molte sono le operazioni che hanno permesso all'Opus Dei, attraverso società distaccate ed holding, di svolgere un ruolo come potente attore economico sul mercato finanziario e bancario.
L'organizzazione opera una sorta di sfruttamento sessista della donna, denunciando il fatto che le donne dell'Opus Dei sono relegate ai lavori domestici come la cucina e la pulizia, mansioni che effettivamente nell'Opus Dei sono svolte esclusivamente dalle donne (le cosiddette numerarie ausiliarie).
Vari sono i passi dell'opera prima di Escrivà detta "Cammino" che fanno intravedere i segni del fanatismo e della follia della visione cristiana del "Padre". Un passo molto citato dai critici, è il seguente: "Se volete darvi a Dio nel mondo, prima ancora che sapienti - le donne non è necessario che siano sapienti, basta che siano sagge - dovete essere spirituali, molto uniti al Signore per mezzo dell'orazione. Dovete portare un manto invisibile che copra ciascuno dei vostri sensi e delle vostre facoltà: pregare, pregare, pregare; espiare, espiare, espiare". Altro "motto" del "Padre" che era solerte impartire ai propri figli (numerari) era: "Essere esteriormente come tutti, interiormente come tutti dovrebbero essere" per specificare la condotta di vita degli iscritti.
Nonostante l'abolizione dell'Indice dei libri proibiti, avvenuta nel 1966 sotto Papa Paolo VI dopo il Concilio Vaticano II, l'Opus Dei decise di mantenerlo, sotto forma di guida bibliografica, e di aggiornarlo. Per ogni opera viene attribuito un giudizio che va da 1, per i testi che possono essere letti con profitto spirituale, a 6, punteggio che connota la forte "pericolosità" di libri che sono giudicati conflittuali verso l'insegnamento impartito dall'Opus Dei e che possono essere consultati solo con l'esplicito consenso della Prelatura, vale a dire il vertice dell'organizzazione. Tra i libri ritenuti assolutamente da evitare, salvo autorizzazione del Prelato, si annoverano, a titolo di esempio, molti testi fondamentali del marxismo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo, Il Decamerone di Boccaccio, quasi tutte le opere di Voltaire e di altri illuministi, oltre a molti riconosciuti capolavori della letteratura italiana e straniera. Persino alcune opere di Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, riportano una valutazione 3 o 4, e pertanto sarebbe necessario consultare i Direttori per leggerle.
Inutile dire che di fatto i numerari sono impossibilitati a leggere dei libri "impuri". Anche la visione dei film necessita di esplicita autorizzazione da parte dei superiori.
Qualunque opera che tenda a portare alla luce i segreti e lo spirito decisamente "poco cristiano" dell'Opera, tende ad essere censurato e messo fuori mercato. Il caso più famoso ed eclatante è costituito dal libro ormai introvabile: Oltre la soglia: una vita nell'Opus Dei, Maria del Carmen Tapia Baldini & Castoldi (Milano, 1996).

I Game Browser. Il caso Space Pioneers.

C’era una volta il computer, la sua grafica 3D, i giochi di ultima generazione. Milioni di forme geometriche “animate” da microprocessori sempre più piccoli e potenti, da schede grafiche sempre più veloci ed avanzate. Giochi in grado di trasportarti nel bel mezzo dello sbarco in Normandia, oppure nei cieli di Pearl Harbor; giochi capaci di portarti nella finale di Coppa del Mondo da protagonista o di farti calare nei panni dell’intramontabile Indiana Jones alla ricerca di qualche artefatto misterioso; il tutto alla ricerca dell’autentico, dell’emozione tangibile, del fotorealismo.
E poi c’erano i browser game, una nuova maniera di intendere il gioco e di approcciarsi ad esso.
Niente più fotorealismo né grafica da urlo. Niente più salvataggi o pause di gioco.
Cosa sono i “browser game”? Giochi da farsi esclusivamente on line, senza però un vero e proprio software da scaricare, ma semplicemente usando il vostro normale internet browser.
E i generi non mancano certo di varietà; possiamo cimentarci in giochi strategici (www.ogame.it, www.Travian.it), gestionali (www.TheCrims.com, v.m 18 anni per i suoi contenuti duri) o di semplici RPG (La leggenda del Drago Verde - http://www.ogsi.it/logd/).
E non potevano mancare le simulazioni di vita reale. Il popolarissimo Mr Movyda (www.mr.movyda.com) sta avendo un enorme successo.
Tra i più in voga e tra i più cliccati, senza dubbio il gioco strategico Space Pioneers (www.spacepioneers.it) dove registrandosi vi sarà possibile accedere ad un impero interstellare.
Scegliete la vostra carriera preferita tra “Mercante” o “Guerriero”; costruite sui vostri pianeti le miniere di Cristallo e Metallo, le risorse fondamentali per qualunque tipo di costruzione; ricordatevi di installare delle centrali di Trizio (una sorta di combustibile futuristico) per non lasciare “a secco” le vostre navicelle; e non dimenticatevi dell’energia per non creare un blocco di tutte le produzioni!.
Ed il gioco è appena iniziato. Costruite navi per depredare i pianeti di altri players; cimentatevi nelle ricerche più complesse per rendervi all’altezza delle vostre missioni. Il tutto con una semplice connessione web, un po’ di pazienza e soprattutto tanta accortezza. Ed è proprio questa a dare quel pizzico di sale in più rispetto a qualsiasi altra esperienza di gioco proposta fin’ora. Ogni distrazione può essere fatale alle vostre risorse o alle vostre navi. Spegnendo il pc il gioco non si ferma ma, anzi, continuerà. Starà a voi mandare in missione di disimpegno (nel gergo dei giocatori “Fleet Save”) per poi farla tornare nel momento in cui ci sarà possibile essere al pc per intraprendere nuove avventure.
Space Pioneers in Italia (dove il gioco è relativamente giovane rispetto ai server offerti in altri paesi europei) offre ai suoi iscritti 2 galassie alle quali potersi iscrivere, più una galassia denominata “Bootcamp”, nella quale poter prendere confidenza con gli strumenti di gioco.
Migliaia di giocatori formano insieme un portale in continua espansione che ruota tutto intorno alla figura di Andrea alias Puzzola (leader, admind e webmaster) e dei suoi collaboratori più stretti, sempre disponibili per consigli e per controllare il normale svolgimento del gioco.
Il forum del portale è una delle risorse a disposizione per entrare in contatto con altri players, per creare alleanze o dichiarare guerre, per conoscere le figure più particolari del gioco.
Non sono rari i raduni e le cene organizzate dagli stessi giocatori per conoscersi e divertirsi.
Unico avvertimento: questi giochini danno spesso problemi di dipendenza... sentirete infatti il bisogno di collegarvi spesso per sapere se il vostro impero è ancora integro, o se il vostro Mr Movyda è ancora vivo!.

GLi Harlem GlobeTrotters

Esistono squadre spettacolari in ogni sport, ma niente è paragonabile al basket degli Harlem Globetrotters. Una leggenda che festeggia gli '80 anni con un tour tutto italiano.

Gli "Harlem Globetrotters" (letteralmente i "giramondo di Harlem", un quartiere afro-americano di New York) sono una squadra di basket "spettacolo" che combina un grande atletismo alla comicità per creare uno dei team sportivi più famosi del mondo.

Nati da un'idea di Abe Saperstein nel 1927 negli Stati Uniti, nel corso degli anni hanno giocato in oltre 100 nazioni in tutto il mondo, disputando più di 20.000 partite, un record assoluto per una singola squadra, soprattutto contro avversari senza opportunità di vittoria come i Washington Generals (fino al 1995) ed i New York Nationals (dal 1995 ad oggi).

Incredibile lo spettacolo offerto il 24 maggio al Palalottomatica di Roma.
Come sempre i migliori pezzi di repertorio sono stati offerti da questi "circensi" del basket ai circa 3000 amanti dello sport accorsi per l'evento.

Un evento mal pubblicizzato a cui i romani non hanno risposto come avrebbero dovuto. Poca pubblicità per la città, nessuna notizia dalle televisioni e sulla carta stampata.

Lo spettacolo comunque non ne ha risentito, e il divertimento per i tantissimi bambini è stato continuo e coinvolgente.
Ragazzi chiamati a intervenire sul campo, borsette strappate alle proprietarie, acqua che volava a bagnare i presenti; tutto questo tra un'azione spettacolare e l'altra. Giocate contro ogni legge della fisica.

Passaggi filtranti fatti con qualsiasi parte del corpo alla velocità spaventosa, schiacciate d'elevazione mai viste, canestri da distanza siderale.
Tutto questo sono i Globetrotters capitanati dal numero 32 Paul "Showtime" Gaffney. È il "capo comico". Non smette mai di parlare e di giocare. È famoso per il suo gancio da metà campo con cui fa canestro in tutti i palazzetti del mondo. Impara sempre delle parole nella lingua in cui vanno a fare lo show. Trova sempre il modo per "litigare" con l'arbitro che sta agli sketch e fare scherzi a tutti.

Sperando che le prossime date in giro per l'Italia riescano a richiamare un pubblico degno di tale meraviglia.

L'eredità del Primo Maggio

Come ogni anno le festività del primo maggio sono state un appuntamento a cui l’Italia, da Nord a Sud, ha risposto con numerosi eventi e manifestazioni nelle strade e nelle piazze italiane. Il tema del lavoro è senza dubbio un argomento di spessore ed attualità per la nostra penisola, un argomento per il quale la discussione politica è sempre stata viva ciclicamente polemica tra le parti in causa.
Senza dubbio ciò che riesce ad unire le fazioni politiche e a soffocare i campanilismi è la voglia di creare, dove ancora manca, la sicurezza sui luoghi di lavoro, troppo spesso scenari di incidenti gravi e di incidenti mortali, ribattezzati quasi romanticamente “morti bianche”.

La classe politica, proprio durante la festa del lavoro, si è pronunciata ancora una volta su questa tematica delicata che proprio in questi giorni è tornata sulle pagine di cronaca dei giornali per vai incidenti avvenuti in diverse zone d’Italia.
Così si è espresso il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Non bastano le denunce ma, la sicurezza deve diventare oggetto di un costante impegno. Sono necessarie condizioni di lavoro più umane, più civili. Si devono rispettare i bisogni e la dignità di tutti”, ha detto il capo dello Stato che ha poi consegnato anche delle speciali onorificenze ai familiari di alcune vittime di incidenti sul lavoro. La considerazione del presidente del Consiglio, Romano Prodi, è stata apportata per sottolineare come la legislazione corretta sia una condizione necessaria ma non sufficiente, ribadendo la necessità di maggiori controlli e maggiori ispezioni.

Alla manifestazione nazionale di Torino, in presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, del presidente della Camera, Fausto Bertinotti e del segretario dei Ds (ormai sciolti), Piero Fassino, i temi non sono stati diversi:Su tutti Epifani ha chiesto che si usi, contro chi non fa nulla per evitare le morti bianche, il metodo della “tolleranza zero”. Sulla stessa linea Raffaele Bonanni della Cisl e Luigi Angeletti della Uil che rivolgendosi in maniera diretta al Governo hanno ricordato come “il tempo di chiedere sacrifici ai lavoratori è terminato”.

Dati alla mano risulta chiara la situazione dei lavoratori italiani, protagonisti di statistiche quanto mai allarmanti.
Più di tre morti al giorno nel 2006, per un totale che sfiora le 2000 unità. Sempre lo scorso anno vi sarebbero stati 1.115 morti nel settore dell’industria e dei servizi, 114 nell’agricoltura e 11 nel settore dei dipendenti statali. Nel solo comparto edile, compreso nel settore industriale, vi sono stati 280 morti. Se prendiamo in considerazione le donne i dati non si discostano da questa tendenza: 88 morti nel 2005 e 103 nel 2006 accanto alle 1177 morti di sesso maschile.
Crescono anche gli incidenti tra extracomunitari: tra il 2002 ed il 2006 si registra un +14.2% di morti.

A risoluzione di questa situazione, i vari governi che si succedono nel tempo, cercano di incrementare la sorveglianza e i controlli sui luoghi di lavoro. Ma è davvero questa la soluzione?
In alcuni casi gli ispettori servono a ben poco.
E’ giusto realizzare un piano di intervento di respiro decisamente più ampio e mirato per curare un sistema che a volte risulta molto subdolo. Si assiste spesso alla situazione di grosse aziende che danno in appalto i lavori più rischiosi alle imprese che, a loro volta, devono fare i conti con una concorrenza spietata. Questa concorrenza è a volte tristemente fronteggiata con l’offerta di manodopera a basso costo, possibile grazie ai tagli sulle spese per la sicurezza oppure con l’assunzione di operai non specializzati, spesso giovani inesperti mandati allo sbaraglio. Lavoratori troppo precari e con troppo poche certezze per essere spinti alla denuncia delle “falle sulla sicurezza”.

Ed il grado di informazione e formazione dei lavoratori non giova certamente all’ambiente.
Non tutti sanno che la competenza per i controlli in materia di sicurezza sul lavoro è demandata alle ASL.
Legge 833/1978 - Art. 21(Organizzazione dei servizi di prevenzione). - In relazione agli standards fissati in sede nazionale, all’unità sanitaria locale sono attribuiti, con decorrenza 1° gennaio 1980, i compiti attualmente svolti dall’Ispettorato del lavoro in materia di prevenzione, di igiene e di controllo sullo stato di salute dei lavoratori, in applicazione di quanto disposto dall’art. 27, D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.
Tale impostazione è stata confermata dal Legislatore con il Dlgs 626/94:
DLgs 626/94 – Art. 23 - VigilanzaLa vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro è svolta dalla unità sanitaria locale e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché, per il settore minerario, dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Esistono presso ciascuna ASL i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) dove operano ispettori con qualifica di Ufficiali di Polizia Giudiziaria (Tecnici della Prevenzione) la cui professione è ora anche prevista da un corso specifico di laurea attivato nelle facoltà di Medicina delle Università. Il ministero del lavoro si occupa dei controlli sul lavoro nero e solo dal 1997 ha una competenza limitata ai cantieri sulla sicurezza e sempre in subordine alla ASL. Così come il nucleo Carabinieri. Si evince da questo quadro come un aumento di ispettori non potrebbe creare quel salto di qualità nel campo della sicurezza di cui il paese necessita. Partendo da una informazione più corretta e più efficace, sarebbe quantomeno opportuno potenziare e migliorare il sistema si ispettorato delle ASL competenti, potenziando ed incentivando gli organici, ristrutturando i Servizi di Prevenzione e Sicurezza delle ASL che lottano troppo spesso contro una mancanza grave di fondi

mercoledì 3 gennaio 2007

FABBISOGNO: CALO RECORD, NEL 2006 DA 60 A 35,2 MLD
ROMA - Un calo record per il fabbisogno 2006 che si assesta a quota 35,2 miliardi di euro, quasi 25 in meno (-41%) rispetto ai 60 registrati nel 2005. Netta inversione di tendenza dopo tre anni di crescita consecutiva. Ma il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, pur definendo il risultato "molto positivo", invita a non abbassare la guardia, a non "allentare lo sforzo di risanamento dei conti pubblici". Per trovare un dato più basso del fabbisogno, e dunque più positivo, bisogna risalire al 2002; ma per quanto riguarda l'entità del calo da un anno all'altro, non si era registrato nulla di simile dal 1997. Due i fattori principali che hanno portato ad una così forte diminuzione del saldo che il ministero dell'Economia deve finanziare emettendo titoli di Stato e pesando sul debito pubblico: l'afflusso nel corso di tutto l'anno "di entrate fiscali superiori alle previsioni" e il controllo della spesa pubblica. Il ministero dell'Economia ricorda a questo proposito le iniziative "assunte con la manovra di bilancio a fine 2005" e "il rigoroso controllo operativo della spesa effettuato a partire dal giugno 2006". "Il consuntivo del 2006 pubblicato - ha evidenziato il ministro Padoa-Schioppa - rappresenta un risultato molto positivo. Il netto miglioramento del fabbisogno registrato costituisce infatti una base solida per l'attuazione operativa della manovra finanziaria appena approvata dal Parlamento. Questi dati incoraggianti - ha però aggiunto - non autorizzano in alcun modo ad allentare lo sforzo di risanamento dei conti pubblici. La politica di bilancio avviata dal Governo deve essere continuata con determinazione, al fine di sostenere in maniera strutturale la crescita del Paese". Il dato comunicato oggi dal Tesoro dunque supera ogni più rosea previsione: non solo il fabbisogno nel 2006 risulta quasi dimezzato rispetto all'anno precedente ma è migliore anche rispetto all'obiettivo del governo di 47,7 miliardi di euro fissato nella Relazione Previsionale e Programmatica di settembre (rivisto già in miglioramento rispetto ai 59 miliardi di euro che erano stati indicati nel Dpef). Lievemente peggiore invece il dato se si esamina il solo mese di dicembre: l'avanzo è stato di 21 miliardi di euro, rispetto ai 23,2 di dicembre 2005. Ma anche questo risultato per via XX Settembre va letto in maniera positiva perché "é circa pari a quello di dicembre 2005, nonostante l'operare di due fattori avversi". Il Tesoro ricorda dunque che, rispetto al 2005, nel 2006 non ci sono stati quegli incassi straordinari legati alla cartolarizzazione dei crediti Inps e soprattutto nel 2006 hanno pesato non solo le erogazioni alle Regioni per far fronte alla spesa sanitaria ma anche "i consistenti finanziamenti" per gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie (Tav) e in alcuni progetti internazionali. Dall'opposizione parla l'eurodeputato di Forza Italia Renato Brunetta secondo il quale il merito di questo dato in miglioramento "va a Berlusconi e Tremonti e alla loro politica economica".



A due giorni dell'entrata in vigore della finanziaria compaiono 25 miliardi di euro dal nulla..
Ci si chiede allora chi ha avuto il coraggio di fare delle previsioni sballate di 25 miliardi di euro.

Il fabbisogno italiano si è dimezzato in un anno, tornando alle condizioni del lontano 1997.
A che pro allora la finanziaria? Serve a risanare che cosa?

L'ex ministro Tremonti ci aveva avvertito. I nostri conti sono in regola (anzi no, non lo sono... stiamo in un positivo spaventoso).

Padoa Schioppa elogia l'ex ministro e dice di andare avanti per il risanamento...
Perchè mi sento preso in giro? Dove sono i mali italiani? Dove la chiarezza?

venerdì 22 dicembre 2006

Sotto l'albero? La finanziaria...

Nessun campanilismo. Non ho né voglia né intenzione di fare il partigiano (?) per l'una o l'altra fazione. La mia intenzione è quella di evidenziare quanto, la nuova legge appena approvata alla camera dei deputati, sia un covo di malumori ed errori grossolani.
Il professor Prodi con i suoi ministri ha dato vita ad un controverso e burrascoso ciclone economico che si abbatterà sulla popolazione italiana nei prossimi mesi; i risultati di previsioni di organismi europei sono poco concordanti; di sicuro è un metodo per risanare l'economia, ed è indubbio che l'Italia avesse bisogno di un risanamento. Un'iniezione benefica utile a molti stati dell'UE, gravemente provati dalle gravose situazioni economiche mondiali e ai fenomeni di indebolimento quali guerre e terrorismo islamico.
Serviva davvero una finanziaria tanto gravosa sulla gente? Prodi ci ha chiesto uno sforzo, un sacrificio... ma a quale pro?
Doveva essere la finanziaria del risanamento, quella che "ci faceva andare a testa alta a Bruxelles": così l’avevano definita Prodi e Padoa Schioppa. È finita per essere la finanziaria della prescrizione, la finanziaria delle tasse, la finanziaria bocciata da studenti e professori; da operai ed industriali; da idraulici e notai. E da ultimi, anche le Forze dell’Ordine.
Così, il governo costruisce una finanziaria inutile alla correzione (bastavano 7,5 miliardi, contro i 35 della finanziaria).
E’ una finanziaria inutile perché non favorisce la crescita, per ammissione del governo.
E’ una finanziaria inutile perché accentua il carico fiscale su tutte le fasce sociali: ricchi e poveri. E per quei pochi che pagheranno meno imposte, il beneficio è limitato in un caffé al giorno.
E’ una finanziaria inutile perché farà aumentare l’inflazione (anche qui, per confessione del governo), che è la più odiosa tassa sulle fasce meno fortunate della popolazione.
Non è a favore della competitività delle imprese, ed è contro gli operai.
Non favorisce il diritto allo studio, perché taglia i fondi per la ricerca.
Non è sociale perché i giovani troveranno sempre più difficoltà a trovare lavoro, visto il graduale superamento della legge Biagi.
Non è a favore degli enti locali perché dovranno aumentare l’Ici e le addizionali Irpef per far quadrare i bilanci. Ed ora anche i sindacati si dicono preoccupati della manovra.
In compenso è a favore del sottobosco della Sinistra. Mai nessuna finanziaria ha mai aumentato il numero di commissioni e sottocommissioni come questa manovra. Mai nessuna manovra ha creato fondi pubblici a favore di comitati a volte ridicoli.
Incarichi pubblici pagati dai contribuenti.
E su tutto, il pasticcio delle prescrizioni dei reati contabili. Una norma odiosa anche per il governo che dovrà modificarla con un decreto. Ma è anche una norma che non ha copertura finanziaria, come segnalato dal procuratore generale della Corte dei Conti.

Una manovra enorme. Nessuno dei deputati che l'ha votata (a favore o contro) l'ha letta nella sua interezza. Si può far passare una manovra senza conoscerne il contenuto effettivo?
Prodi dice che tutti pagheranno meno. E allora le 67 tasse che si vengono a creare chi le pagherà?
Vediamole:

PERSONE E FAMIGLIE

1. Irpef più cara. Nuova curva Irpef dal gennaio 2007:
Fino a 15mila euro aliquota del 23%;
da 15.001 a 28mila 27%;
da 28.001 a 55.000 38%;
da 55.001 a 70.000 41%;
oltre 70mila 43%.
I dipendenti pagano di più a partire da 40mila euro, gli autonomi da 30mila.

2. Detrazioni invece che deduzioni. Le deduzioni di lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo e altri redditi sono sostituite da detrazioni. Penalizzate le famiglie: i coniugi devono dividerle al 50%.

3. Pensioni. Contributo di solidarietà del 3% sulle quote dei trattamenti pensionistici eccedenti i 5mila euro mensili. Il contributo opera limitatamente al triennio 2007-2009.

4. Addizionale comunale. I comuni possono aumentare l’addizionale Irpef.

5. Imposta di scopo. I Comuni possono istituire da gennaio 2007 un nuovo tributo per favorire investimenti nel territorio comunale, come la creazione di infrastrutture.
Nuova tassa.

6. Successioni. Torna l’imposta su successioni per i patrimoni superiori al milione di euro. L’esenzione vale per ciascun erede diretto. Sulla parte di patrimonio eccedente gli eredi pagano un’imposta pari al 4%. I parenti oltre il quarto grado (fratello, nipote) non godono della franchigia e sul valore di ciò che ereditano pagano un’imposta del 6%; gli altri soggetti pagano un’imposta dell’8% su tutta l’eredità.

7. Donazioni. Ripristinata l’imposta: vale lo stesso regime delle successioni.

8. Spese mediche. Stretta sulle detrazioni per spese mediche: ai fini della deduzione la spesa sanitaria relativa all’acquisto di medicinali deve essere certificata da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario.
In passato per alcune spese bastava un normale scontrino fiscale che indicasse il bene acquistato, ad esempio lenti a contatto monouso. Adesso, con questa inutile complicazione in più, molti rinunceranno a detrarre le spese sostenute.

9. Ricetta medica. Da gennaio, per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, gli assistiti non esenti sono tenuti al pagamento di una quota fissa sulla ricetta di 10 euro.
Una nuova tassa sulla salute.

10. Ticket. Per le prestazioni erogate dal pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero codificate da codice bianco si paga un ticket di 23 euro, con codice verde 41 euro.
Come fa il cittadino a sapere, prima di andare al pronto soccorso, se il suo è un problema urgente o no?

11. Esami clinici da pagare. I cittadini, anche esenti, che non ritirano i risultati di visite o esami diagnostici o di laboratorio sono tenuti al pagamento per intero della prestazione usufruita.
12. Intrattenimento. Si interviene sul regime tributario degli apparecchi da intrattenimento. Si stima, dal 2006 al 2008, un maggior gettito di 48 milioni.
Punire chi gioca!

13. Tassa sui voli. Incremento dell’addizionale sui diritti di imbarco sugli aeromobili pari a 50 centesimi a passeggero finalizzato a ridurre il costo a carico dello Stato del servizio antincendio negli aeroporti.
Biglietti aerei più cari.

14. Passaporti più cari. Innalzata a 75 euro la tariffa dovuta per il rilascio del visto per il soggiorno e per il transito sul territorio italiano a cittadini di Paesi non appartenenti all’area Schengen.

15. Stangata sul risparmio. Nuova aliquota sul rendimento dei titoli (Bot, azioni, fondi): il prelievo sale al 20%.

16. Dividendi più tassati. Chi acquisisce un contratto di “pronti contro termine” ha diritto al credito di imposta sui dividendi solo se il diritto sarebbe spettato al cedente.

17. Sigarette più care. Anche per il 2007 si potrà intervenire sull’aliquota di base della tassazione sui tabacchi lavorati con un decreto dell’Amministrazione autonoma monopoli di Stato. Incasso previsto: 100 milioni.

CASA

18. Più tasse sulla vendita di case. L’imposta sostitutiva sulle plusvalenze derivanti dalla cessione di fabbricati e di terreni acquistati o costruiti da non più di cinque anni viene innalzata dal 12,5% al 20%.

19. Ici nella dichiarazione. Obbligo di indicare nel modello di dichiarazione, nella parte relativa ai redditi da fabbricati, i dati identificativi di ogni immobile dichiarato (indirizzo, dati catastali indicando foglio, sezione, particella, subalterno).
Un inutile obbligo burocratico.

20. Nuovo catasto. Sarà aggiornato il catasto dei terreni. In particolare, potranno emergere sia immobili non censiti dal catasto e che sono stati edificati negli anni, sia la diversa destinazione di immobili (palazzi, ville) ancora accatastati come fabbricati rurali ma oggi adibiti ad abitazioni.

21. Cambiano le rendite. Per le attività commerciali in immobili di categoria B (collegi, ricoveri, caserme, musei) vengono aggiornati i valori catastali: previsto un aumento del 40%.

22. Tasse ipotecarie. Modificate le aliquote sulle imposte ipotecarie e catastali.

23. Immobili in leasing. Viene esteso anche agli immobili oggetto di contratti di leasing la disposizione della legge Bersani. Ai fini della determinazione del costo dei fabbricati deve essere dedotto il costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza. Quindi il credito Iva sarà inferiore.

24. Ipoteca e catasto. L’eventuale riutilizzazione a fini commerciali dei dati ipotecari e catastali può avvenire solo da parte di soggetti autorizzati dall’Agenzia del territorio, dopo aver corrisposto i tributi previsti.

25. Calamità. Allargamento dell’obbligo di assicurazione, per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali, sui fabbricati destinati a qualunque uso.

26. Condono marittimo. Previsto il recupero degli indennizzi pregressi degli ultimi 5 anni delle occupazioni a qualunque titolo irregolari e il recupero degli indennizzi pregressi degli ultimi 10 anni a valori di mercato relativi a immobili non regolari costruiti su demanio marittimo.

AUTOMOBILE

27. Bollo auto più caro. Aumento della tassa di possesso dei veicoli di potenza superiore ai 100 Kw (136 cv). Colpite le vetture medie. Aumento anche per le vetture Euro 0 e Euro 1 (le più vecchie).

28. Bollo auto sempre più caro. Regioni e province autonome che sforano il patto di stabilità devono automaticamente applicare la tassa automobilistica con aumento di 5 punti rispetto alle tariffe vigenti.

29. Bollo moto più caro. Aumenta il bollo per le moto “euro zero” che viene portato a 26 euro esclusi i ciclomotori. Sale anche la tassa di circolazione dei motocicli con potenza superiore agli 11 kw sempre “euro zero” che per ogni kw cresce di 1,70 euro.

30. Stangata sull’auto aziendale. Sale la tassazione dell’auto aziendale: una stangata che andrà da 700 a mille euro l’anno per 2 milioni di piccole imprese. La nuova disposizione avrà effetto retroattivo, a partire da gennaio 2006.

31. Auto dei disabili. Stretta sulle autovetture dei disabili. I benefici fiscali riconosciuti solo se i mezzi vengono utilizzati esclusivamente o prevalentemente a beneficio dei disabili. Decadenza dalle agevolazioni se l’auto viene rivenduta prima di due anni (la decadenza comporta l’obbligo di versare l’Iva risparmiata, pari al 16%, la detrazione Irpef eventualmente fruita e le tasse automobilistiche non corrisposte).
Sei disabile, non cambi l’auto.

32. Benzina più cara. Regioni e province autonome che sforano il patto di stabilità interno applicheranno automaticamente l’imposta regionale sulla benzina nella misura dello 0,0258 euro con efficacia dal 15 luglio.

33. Gasolio più caro. L’aliquota di accisa sul gasolio aumenta a quota 416 euro ogni mille litri di prodotto.

34. Biocarburanti più cari. Eliminata l’esenzione dell’accisa per il biodiesel, sostituendola con un’aliquota ridotta al 20%.

35. Pedaggi più cari. Nuovo sovrapprezzo istituito sulle tariffe di pedaggio autostradale per gli adeguamenti delle tratte.

36. Motorizzazione più cara. Da gennaio un decreto del ministero dei Trasporti stabilirà un incremento delle tariffe applicabili per operazioni in materia di motorizzazione. Incasso previsto: 45 milioni.

37. Patente a punti più cara. Chi non denuncia chi guidava l’auto, al momento dell’infrazione, paga una sanzione da 250 a mille euro.

38. Trascrizione più cara. Per ridurre l’indebitamento le Province possono aumentare del 5% l’imposta provinciale di trascrizione (che si paga al momento dell’acquisto dell’auto) per i pagamenti a decorrere dal 1° luglio.

IMPRESE

39. Perdite fiscali. Eliminato il limite di 8 anni entro cui riportare le perdite verificatesi nei primi tre periodi di imposta introdotto con la manovra bis. Sparisce la possibilità di usufruire di crediti fiscali.

40. Tfr. Prelievo da parte dello Stato del flusso di Tfr dalle casse delle aziende con più di 50 dipendenti, nel caso in cui il lavoratore non scelga di destinare la liquidazione ai fondi pensione.

41. Autonomi. Prevista la revisione degli studi di settore, introdotti nel 1998: operazione che in futuro dovrà avvenire con cadenza triennale.

42. Autonomi/2. Una norma transitoria consente già dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2006 l’utilizzo di specifici indicatori di normalità economica, idonei a individuare ricavi, compensi e corrispettivi attribuibili al contribuente. Retroattiva quindi, all’insaputa delle partite Iva.

43. Autonomi/3. Per chi apre nuove società, con riferimento al primo periodo d’imposta di esercizio dell’attività, sono definiti appositi indicatori di coerenza per la individuazione dei requisiti minimi di continuità dell’impresa.

44. Autonomi/4. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro il 28 febbraio 2007, sono approvati indicatori specifici anche per settori economicamente omogenei.

45. Autonomi/5. Elevata la sanzione amministrativa per infedele dichiarazione in caso di accertamento da studi di settore, quando il contribuente non indichi in modo corretto le informazioni.

46. Contributi. Adeguamento delle aliquote contributive per le gestioni degli artigiani e dei commercianti: dal 1° gennaio 2007 sono fissate a quota 19,5%, dal 1° gennaio 2008 al 20 per cento.

47. Contributi/2. Per i lavoratori dipendenti le aliquote sono incrementate dal 1° gennaio 2007 dello 0,3% per la quota del lavoratore.

48. Contributi/3. Dal 2007 fissata al 23% l’aliquota della gestione separata Inps per i lavoratori autonomi che esercitano attività professionale o di collaborazione per i non assicurati presso altre gestioni e del 16% per gli altri iscritti.

49. Contributi/4. Salgono al 10% le aliquote dovute dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non artigiani.

50. Contributi/5. Aumenti in seguito alla norma interpretativa delle disposizioni in materia di determinazione della retribuzione pensionabile nei casi in cui, in conseguenza di accordi internazionali, sia avvenuto il trasferimento agli enti previdenziali italiani di contributi versati a enti di Paesi esteri.

51. Condono lavorativo. Per favorire l’emersione del lavoro irregolare, l’imprenditore può riallineare contributi e retribuzione, versando una somma pari ai due terzi della contribuzione dovuta.

52. Condono lavorativo/2. L’imprenditore che vuole trasformare il co.co.co in dipendente è obbligato a versare un contributo straordinario integrativo di una somma pari alla metà della quota di contribuzione.

53. Irap in rialzo. Prorogato anche agli anni successivi al 2006 l’incremento automatico delle aliquote di addizionale Irpef e della maggiorazioni Irap che scatta in caso di disavanzo regionale non coperto.

54. Più garanzie per l’Iva. Aumentano le garanzie per i depositi fiscali ai fini dell’Iva.

55. Iva sull’energia. Ristretto il campo di applicazione dell’Iva agevolata applicata all’energia termica proveniente da combustione di idrocarburi.

56. Imposta pubblicitaria. Introdotta una franchigia per l’applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità delle insegne di esercizio.

57. Canoni pubblicitari. Abrogata la disposizione che stabilisce che la tariffa del canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari non deve eccedere di oltre il 25% le tariffe stabilite per l’imposta comunale sulla pubblicità deliberate nell’anno precedente. Possono aumentare.

58. Canoni demaniali. Prevista la riclassificazione di aree, manufatti, pertinenze e specchi d’acqua nelle zone marittime, da parte delle Regioni.

59. Tassa sui Tir. Un Dpcm stabilirà a quali tratte stradali di rilievo nazionale e autostradale applicare il nuovo sistema di tariffazione previsto da una direttiva Ue in attesa di recepimento, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture.

60. Sponsor sportivi. Giro di vite sulle sponsorizzazioni degli sportivi. Viene esteso ai contratti pubblicitari l’obbligo delle società di calcio di inviare per via telematica all’Agenzia delle entrate i dati sui compensi percepiti dai calciatori.
61. Opere pubbliche. Eliminata la possibilità per le imprese concessionarie della costruzione e dell’esercizio di opere pubbliche di dedurre in meno di 5 esercizi le spese sostenute per ripristino e sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili allo scadere della concessione, che eccedono l’ammontare del relativo fondo accantonato.

62. Export. I costi di garanzia per il fondo rotativo a favore delle imprese italiane che esportano possono essere addebitati ai beneficiari dei finanziamenti stessi, cioè alle imprese.

VARIE

63. Imposta di bollo. Rimodulazione e arrotondamento delle imposte di bollo. La commissione potrebbe salire fino al 3 per cento. Minimo fissato a un euro.

64. Tassa di soggiorno. I Comuni possono deliberare l’istituzione di un contributo di soggiorno, a carico dei soggetti non residenti che alloggiano temporaneamente in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e simili situati nel territorio comunale. La misura massima del contributo è di 5 euro per notte.

65. Cara riscossione. Pieni poteri alla Riscossione spa, che caricherà “l’aggio”, cioè la commissione, dell’incasso dei tributi al contribuente.

66. Reverse charge. Meccanismo del reverse charge (inversione del carico del pagamento) esteso alle cessioni di immobili effettuate in Italia, nei confronti dei cessionari soggetti passivi d’imposta, da parte di imprenditori tenuti all’applicazione dell’Iva che hanno esercitato opzione in tal senso. Meccanismo esteso anche alla cessione di pc e di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre.

67. Campione d’Italia. I redditi delle persone fisiche di Campione d’Italia prodotti in franchi svizzeri per un importo complessivo non superiore a 200.000 franchi sono computati in euro, sulla base del tasso convenzionale di cambio stabilito con decreto del Ministro dell’Economia, aumentato del 50% della differenza tra il suddetto cambio e quello fissato dal mercato.


A questo punto chi guadagna... e soprattutto che cosa?
Il 50% di noi italiani ha dato la fiducia ad un Governo che non sta rispettando il suo iter sventolato nella propaganda.
E' giusto secondo voi che un governo diventi tanto dirigentista? Metta tanto le mani in pasta all'economia di un paese?

Diceva il saggio: "La forza di un Governo è inversamente proporzionale alla quantità di tasse di un paese".

Io dico al ministro Padoa Schioppa... esistono modi diversi di risanare l'economia di un paese. Questi modi sono presenti in tutti i manuali di Economia Politica..

Parafrasando Totò... E IO PAGO!!!